Potete leggere qui sotto l’appello per il reintegro di Fabiana Stefanoni nel suo sindacato Usb, con l’elenco dei primi firmatari.
Chiediamo a tutti i lavoratori, gli attivisti sindacali (ovunque collocati), i precari, gli studenti di mandare la loro adesione all’appello all’indirizzo unirelelotte@sindacatodiclasse.org, indicando nome, cognome, città, lavoro, eventuale sindacato di appartenenza.
Chiediamo a tutti di far girare questo appello, di pubblicarlo su siti, blog, pagine facebook.
Sul sito http://www.sindacatodiclasse.org è possibile scaricare i moduli per raccogliere le firme. L’elenco aggiornato delle firme sarà pubblicato periodicamente sul nostro sito.
Stiamo già ricevendo comunicati di solidarietà di strutture sindacali, organizzazioni, collettivi, comitati di lotta (a breve li pubblicheremo sul sito). L’indirizzo a cui mandarli è lo stesso: unirelelotte@sindacatodiclasse.org.
Sono già centinaia le mail di solidarietà a Fabiana Stefanoni che sono arrivate. Per questo non siamo ancora riusciti a rispondere a tutti ma lo faremo nei prossimi giorni. Tra le prime firme arrivate anche diverse dall’estero: dirigenti dei sindacati di base spagnoli, operai in lotta da Madrid a Barcellona, sindacalisti britannici, dirigenti delle lotte dei minatori peruviani, ecc.

Un ringraziamento a tutti per il sostegno.

Il Coordinamento nazionale di Unire le lotte – Area Classista Usb

SOLIDARIETA’ A FABIANA STEFANONI
CONTRO LA SUA ESPULSIONE DA USB
PER LA DEMOCRAZIA SINDACALE

appello di attivisti di sindacati e movimenti, comitati di lotta, lavoratori, giovani

Noi, attivisti in differenti sindacati o movimenti, lavoratori e giovani impegnati nelle lotte politiche e sociali, manifestiamo la nostra solidarietà a Fabiana Stefanoni, espulsa dal suo sindacato, Usb.

Fabiana Stefanoni è da anni in prima fila nelle lotte sindacali, sociali e politiche per la difesa degli interessi dei lavoratori. E’ una insegnante precaria che, esponendosi alle ritorsioni sul suo luogo di lavoro, ha svolto un ruolo importante nelle mobilitazioni dei precari della scuola contro le politiche della Gelmini, coordinando il Coordinamento Precari della Scuola di Modena che ha dato vita a un’importante lotta di rilievo nazionale.

I motivi formali dell’espulsione (peraltro comunicata con raccomandata, senza nemmeno ascoltare prima le ragioni della compagna) appaiono assurdi: non si espelle da un sindacato un lavoratore perché partecipa a uno sciopero in difesa degli immigrati (solo perché indetto da sindacati diversi dal proprio) o perché si adopera nella sua città per cercare una sede che ospiti anche il proprio sindacato (solo perché in assenza di una formale autorizzazione dai vertici).
Evidentemente altri devono essere i motivi reali dell’espulsione. Certo è che la compagna esprime in Usb una linea in dissenso con quella dell’Esecutivo del sindacato, essendo coordinatrice di Unire le lotte – area classista in Usb, minoranza interna favorevole all’unificazione delle lotte di tutti i lavoratori.

La nostra protesta contro questa espulsione e la solidarietà che esprimiamo alla precaria Fabiana Stefanoni prescindono da ogni considerazione sul merito delle sue posizioni sindacali, che alcuni di noi condividono e altri no. Infatti, al di là delle opinioni specifiche, riteniamo grave che un sindacato – qualunque sindacato voglia rappresentare le lotte dei lavoratori – espella dalle proprie file una lavoratrice in lotta. Noi tutti pensiamo, al di là delle rispettive collocazioni, che in ogni sindacato dei lavoratori vada rispettato il diritto dei lavoratori ad esprimere liberamente le proprie opinioni e proposte. La democrazia sindacale è un bene che va tutelato da tutti e in ogni luogo.

Pertanto noi sottoscritti chiediamo che l’espulsione sia annullata e che Fabiana Stefanoni venga reintegrata nel suo sindacato.

primi firmatari dall’Italia

Patrizia Cammarata – Usb Vicenza, Rsu Comune di Vicenza
Maria Teresa Turetta – Resp. Enti Locali Usb Vicenza
Vincenzo Laschera – Università di Verona, Esecutivo regionale Usb Veneto
Valerio Fioravanti – Coordinamento nazionale Vigili del Fuoco Usb
Emanuele Pezzi – operaio Marcegaglia, Esecutivo prov. Usb Privato Cremona
Elvis Fischetti – operaio Fiat, Rsu Ferrari Modena
Paolo Ventrella – operaio Fiat, Rsu Ferrari Modena
Massimo Lettieri – delegato lavoratori cassintegrati della Maflow, segretario prov. FLMUniti-Cub Milano
Fabrizio Portaluri – operaio Pirelli, Direttivo nazionale Allca-Cub
Cosimo Scarinzi – Coordinatore nazionale Cub
Moustapha Wagne – membro della Segreteria del Comitato Immigrati in Italia
Tahar Sellami – membro della Segreteria del Comitato Immigrati in Italia
Aldo Milani – Coordinatore nazionale Si.Cobas
Orietta Totti – Coordinamento regionale Sanità Usb Veneto
Stefano Capello – Coordinatore regionale Cub Piemonte
Gianfranco Maser – Esecutivo prov. Usb Latina, Coordinamento regionale settore igiene ambientale Usb Lazio
Stefano Micheletti – Cobas Scuola Venezia
Francesco Carbonara – Fiom Cgil, direttivo aziendale OM Bari
Stefano Bonomi – Coordinamento provinciale Usb Bergamo
Corrado Papagno – Segreteria nazionale Allca-Cub, delegato Rsu
Vincenzo Pecorella – Coordinatore FLMUniti-Cub Bari
Marcello Scialpi – Rsa Cobas All Service Nardò, Lecce
Mauro Mongelli – Cobas Telecom Bari
Massimiliano Dancelli – Fiom Cgil Cremona
Potito Aliani – Rsu Fiom Cgil Treviso
Giampiero Vergata – dipendente comunale, Slai Cobas Milano
Coordinamento Migranti Verona
Emilio Danieli – portavoce Comitato operai contro l’amianto, Latina
Rocco Panico – Comitato di lotta lavoratori Adelchi, Lecce

primi firmatari dall’estero

Angel Luis Parras – membro Commissione intercategoriale Cobas, Madrid, Spagna
Narcisa Pijal – presidente ATRAIE, Associazione dei Lavoratori Immigrati di Spagna
Rony Cueto – segretario generale Minatori della Shougang, Perù
Pedro Condori Laurante – segretario generale Minatori di Casapalca, Perù
Rosa Torres Sastre – Comitato di fabbrica Ups Vallecaas, Cobas, Spagna
Guillerma Silva – Comitato di fabbrica Magneti Marelli, CCOO (Comisiones Obreras), Spagna
Roman Rustichelli – Comitato di fabbrica Tmb (Trasporti Urbani Barcellona), Cgt, Spagna
Martin Ralph – vicepresidente Liverpool Tuc, Università di Liverpool, Gran Bretagna
Carlos Paredes – segretario generale Sindacato Tessili San Cristobal, Perù
Enrique Pirobe Cañas – Comitato di fabbrica Valoriza S.A., Cgt, Spagna
Alfonso Araque – Corrente Sindacale dell’Azienda Municipale dei Trasporti (Emt), Spagna
Juan Carlos Pérez – Comitato di fabbrica Altair Impresia Iberica, Spagna
Fulgencio Ruiz H.- segretario generale Fedederazione Lavoratori Disoccupati e dei Campesinos sin Tierra, Arequipa, Perù
Peter Windeler – delegato al Congresso Nazionale Nut, Gran Bretagna
Lidia Giron Mejia – segretaria generale sindacato Hospital H., Unanue, Perù
Antolín Huáscar Flores – presidente Conf. Nazionale Agraria, Perù
Paul Humphreys – Unite Branch Liverpool, delegato del Liverpool Tuc, Gran Bretagna

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unirelelotte@sindacatodiclasse.org

Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

Pubblicato: giugno 28, 2011 in Uncategorized

INSULTI, MANGANELLATE, REPRESSIONE:
ECCO LA RISPOSTA DEL GOVERNO AI PRECARI DELLA SCUOLA

Unire le lotte – Area Classista Usb esprime la propria solidarietà ai precari della scuola che da giorni manifestano, con un presidio permanente, davanti a Montecitorio. Stamattina, durante un presidio sostenuto anche da attivisti dei sindacati di base (Usb e Cobas), i precari che, legittimamente, gridavano la loro rabbia contro i tagli del trio Tremonti-Brunetta-Gelmini, hanno avuto come risposta le cariche e i manganelli della polizia!

Accanto ai precari della scuola, in questi giorni c’erano anche i precari della pubblica amministrazione e del privato. Nei prossimi giorni sono previsti scioperi e nuovi presidi, ma le azioni isolate ed estemporanee non bastano. Di fronte a un governo che non sente ragioni, occorre seguire l’esempio dei lavoratori greci: occorre proclamare scioperi generali che siano in grado di unificare la classe lavoratrice e bloccare il Paese.

Unire le lotte – Area Classista Usb, al fianco dei precari, degli studenti, degli immigrati, degli operai che subiscono gli attacchi del sistema, si batte per la costruzione di un grande sciopero generale ad oltranza, fino a piegare governo e padronato. Anche per questo è necessario superare la frammentazione e il settarismo: la pretesa di autosufficienza che taluni vorrebbero imporre anche nel sindacalismo di base è un ostacolo su questa via (22 giugno 2011).

Il coordinamento nazionale di Unire le lotte – Area Classista Usb

Sciopero del 15 aprile

Pubblicato: aprile 13, 2011 in Uncategorized

Sciopero del 15 aprile

Lavoratori nativi e immigrati: è la stessa classe di sfruttati

La Confederazione Unitaria di Base (Cub), il Sindacato Intercategoriale Cobas, il Comitato Immigrati in Italia, l’Usi-Ait, hanno proclamato uno sciopero generale di 24 ore per la giornata del 15 aprile 2011. La giornata di sciopero è stata chiamata: “La giornata della collera”, perché si vuole legare questa lotta in Italia alle giornate rivoluzionarie che si sono susseguite, e ancora si susseguono, in tutto il Nord Africa e in Medio Oriente con il coraggioso protagonismo del proletariato e delle masse popolari arabe.
Questo sciopero, infatti, è stato, a ragione, fortemente richiesto ed organizzato proprio dai lavoratori immigrati (fra cui i protagonisti della lotta della gru dei migranti di Brescia), lavoratori che rappresentano la parte più debole, sfruttata e ricattabile della classe lavoratrice.
“La giornata della collera” accusa padronato e governo di negare il diritto al lavoro, al reddito, a un salario dignitoso, alla casa, alla sanità, all’istruzione e alla cultura; accusa governo e padronato per le spese militari e per le politiche in favore dei patrimoni e dell’evasione fiscale e di rifiutare l’asilo a chi fugge dalle guerre, dalla fame e dalle dittature, di negare il permesso di soggiorno per chi perde il lavoro. “La giornata della collera” rivendica la fine dei bombardamenti, associando i bombardamenti alle guerre di classe, un giusto abbinamento che ci ricorda le numerose guerre di classe che i grandi capitalisti, come i dittatori, i re, i principi, i governanti di centrodestra e centrosinistra continuano ad attuare nei confronti del proletariato mondiale. La rivendicazione della chiusura dei Cie (Centri d’Identificazione ed Espulsione) è la naturale conseguenza di una piattaforma chiaramente segnata dalle problematiche legate ai lavoratori immigrati e alle loro famiglie. Dire, però, che questa giornata sarà solo “lo sciopero degli immigrati” sarebbe profondamente ingiusto, oltre che sbagliato. Allo sciopero, infatti, vengono chiamati anche i lavoratori italiani, ricordando che “i diritti si difendono solo con l’unità e la lotta dei lavoratori italiani e immigrati insieme”. Questi compagni ci ricordano, infatti, che “i lavoratori salariati italiani sono trattati con disprezzo da Confindustria, Marchionne e governo” e che anche ai lavorati italiani questo sistema sta offrendo solo precarietà, crisi e guerra sociale per cui “una risposta generale è necessaria”, che è necessario “scioperare contro le leggi razziste per l’unità e la lotta di classe”, per lottare e per dire uno con l’altro “i miei diritti sono i tuoi diritti e i tuoi diritti sono i miei diritti”
“Unire le lotte- area classista Usb” non farà mancare ai compagni che hanno lanciato l’appello per “La giornata della collera” il proprio attivo sostegno. Al contempo, come abbiamo fatto altre volte, ad esempio in occasione dello sciopero del 28 gennaio e di quello dell’11 marzo scorsi, anche questa volta intendiamo denunciare la continua frammentazione di queste lotte e l’incapacità di organizzare una risposta realmente all’altezza dell’attacco. La recente guerra imperialista con i bombardamenti sulle popolazione della Libia, i disastri ambientali in Giappone, l’imbarbarimento sociale in cui siamo costretti a vivere ogni giorno nelle nostre città e nei nostri luoghi di lavoro, la precarietà e lo smantellamento di tutti i diritti conquistati con le lotte degli anni passati, ci devono vedere protagonisti di una risposta forte e ad oltranza.
Se i gruppi dirigenti delle varie sigle sindacali, sia del sindacalismo di base sia delle aree di sinistra in Cgil, si rifiutano per miopia o settarismo di organizzare una risposta al livello dell’attacco in atto, dobbiamo farlo noi.

Scendiamo in piazza il 15 aprile:
i diritti si difendono con l’unità e la lotta di classe dei lavoratori italiani e immigrati!
Unità delle lotte! Sciopero ad oltranza!

Unire le lotte – Area Classista Usb

http://www.sindacatodiclasse.org contattaci: unirelelotte@sindacatodiclasse.org

Lunedì 18 Aprile 2011 dalle ore 18:00

Vincenzo Brancatisano presenta Una vita da supplente. Lo sfruttamento del lavoro precario nella scuola pubblica italiana. (Nuovi Mondi Editore). Introduce Franco Fondriest.

I Docenti dell’ITC Paradisi – Liceo Allegretti di Vignola,
riunitisi nel Collegio del 4 Marzo 2011

In merito alle prove INVALSI previste nelle classi seconde delle scuole superiori

Ritengono inadeguati e superati i metodi di valutazione INVALSI, perché i test veicolano conoscenze frammentarie e nozionistiche, mortificano le diverse intelligenze, risultano avulsi rispetto alle programmazioni delle scuole autonome, spingono alla standardizzare dell’insegnamento, inducono i docenti ad alterare la programmazione e le scelte didattiche, piegandole alle esigenze di un banale addestramento ai quiz ministeriali.

Inoltre, considerato che

la Nota del Ministero del 30 dicembre 2010 sostiene che la valutazione riguarderà obbligatoriamente tutti gli studenti, ma le note, così come le circolari ministeriali, non sono leggi o fonti del diritto, quindi non possono essere vincolanti (sentenza Corte di Cassazione n.35 del 5 gennaio 2010);

la Nota si limita a citare altri riferimenti legislativi, nessuno dei quali prevede esplicitamente obblighi per tutti gli studenti e per tutte le scuole;

in base ai Decreti Delegati e alle leggi sull’Autonomia, spetta esclusivamente al Collegio dei Docenti deliberare in merito a tutte le attività didattiche, compresa la valutazione, ed è compito dei singoli Istituti decidere riguardo ai tempi, agli orari e ai calendari (D.L. n. 297/94, art. 7, comma 2 lett. a; D.P.R. n. 275/99, articoli 4, 5 e 6);

il POF del nostro istituto del 2010/11 non prevede alcuna attività riconducibile all’INVALSI, né per i docenti, né per gli studenti; quindi le famiglie non sono stati informate in merito al momento dell’iscrizione;

i primi Collegi dei Docenti dell’anno scolastico 2010/11, ai quali spetta deliberare la programmazione didattica di tutto l’anno, non hanno indicato alcuna priorità, né previsto alcuna attività riconducibile all’INVALSI;

il Piano delle attività del 2010 – 11 non prevede prove di valutazione INVALSI;

di conseguenza, il Contratto di Istituto del 2010/11 non prevede compensi del Fondo di istituto per eventuali attività aggiuntive attinenti l’INVALSI;

il Contratto Nazionale di lavoro non prevede per gli insegnanti alcun impegno riconducibile all’INVALSI, né tra gli obblighi di servizio, né nella funzione docente;

nessuna normativa stabilisce che le attività INVALSI sono obbligatorie per i singoli docenti delle scuole superiori;

Deliberano di non essere disponibili a svolgere alcuna attività
relativa alle prove INVALSI per l’anno scolastico 2010/2011

CONTRO LO SFRUTTAMENTO, UNIAMO LE LOTTE

Operai, lavoratori: anni di sacrifici, infortuni, morti sul lavoro, bassi salari, flessibilità e ritmi di lavoro esasperanti, non hanno garantito un futuro migliore a noi e ai nostri figli, come ci hanno fatto credere i padroni, i governi di destra e di sinistra e i sindacati concertativi. Le loro parole d’ordine erano: battere la concorrenza e conquistare nuovi mercati.
Così facendo hanno messo operai contro operai e sono riusciti a ridurre i diritti e i salari di tutti i lavoratori a livello mondiale. Questa pratica politica ha fatto sì che i padroni incrementassero i propri profitti e gli operai diventassero sempre più poveri. Quando poi la contrazione economica e la crisi da sovrapproduzione hanno reso impossibile un’ulteriore rivalutazione dei profitti attraverso il processo produttivo, quei profitti si sono riversati nel mercato della speculazione finanziaria.
Questo ha prodotto altri effetti terribili sulla vita di milioni di lavoratori. Abbiamo tutti davanti agli occhi le vicende delle crisi greca e irlandese: denaro pubblico utilizzato per salvare banche e aziende che hanno vissuto rapinando i risparmi e il TFR dei lavoratori.
Il paradosso della crisi attuale è vedere gli operai alla fame di fronte a piazzali e vetrine ricolmi di merci invendute, ascoltare capitalisti straricchi che pretendono dai lavoratori ulteriori sacrifici, aiutati da governi che impongono ai propri cittadini di salvare coloro che hanno causato il nostro disastro. Con il ricatto del posto di lavoro, “collaudato” a Termini Imerese, Pomigliano e Mirafiori, vogliono ridurre drasticamente i nostri diritti in tutti i settori produttivi, rendendoci schiavi del “Dio mercato”.
Ribellarsi è necessario, anzi indispensabile, ma per fare ciò è fondamentale l’unità degli sfruttati!
A Modena, operai, studenti, precari, disoccupati, lavoratori del pubblico impiego, vogliono unirsi per invertire la deriva dell’attuale miseria.
Modena non è un’isola felice come ci volevano far credere, perché la crisi sta generando sacche di povertà diffuse anche nella nostra città. Prova ne sono i seguenti dati (fonti: Provincia di Modena, Regione Emilia Romagna e INPS): dal Gennaio 2008 al Dicembre 2010 si è verificato uno stillicidio di circa 45.000 posti di lavoro, di cui 21.000 uomini e 23.000 donne; a questi vanno aggiunti circa 13.000 operai posti in mobilità, di cui 7.500 uomini e 5.500 donne (la maggior parte di queste mobilità si tradurranno probabilmente in licenziamenti). La richiesta della Cassa Integrazione nell’anno 2008 ammontava a 1.130.599 ore, 11.323.336 nel 2009 e 23.311.634 nel 2010.
Aumentano gli indebitamenti delle famiglie, i nostri salari si riducono. Non permettiamo più che vengano ulteriormente decurtati dalla cassa integrazione e dai contratti di solidarietà. Uniamoci e costruiamo un percorso di lotta insieme per non pagare la crisi dei padroni.
L’Assemblea che promuoviamo è un punto di partenza per unire le forze, per creare un patto di consultazione e un coordinamento permanente che intervenga a sostegno delle lotte dei proletari, che favorisca lo scambio di esperienze e lo sviluppo dell’organizzazione.

NO ALLA CASSA INTEGRAZIONE, NO AI CONTRATTI DI SOLIDARIETA’,
NO ALLA GUERRA FRA POVERI!
NO AI LICENZIAMENTI, NO ALLA PRECARIETA’
NO ALLA SCUOLA DEI PADRONI!
IL CAPITALISMO CI STA RIDUCENDO IN MISERIA:
LOTTIAMO INSIEME PER ABBATTERLO!
______________________________________________________________________________
INIZIAMO A ORGANIZZARCI
NELL’ASSEMBLEA PUBBLICA DEL 26 FEBBRAIO 2011 ore 15,30
Sala dell’Istituto Storico della Resistenza di Modena, Via Ciro Menotti 137

Comitato promotore dell’Assemblea del 26 febbraio

SOLIDARIETA’ AGLI IMMIGRATI!

Pubblicato: febbraio 17, 2011 in Uncategorized

I precari della scuola esprimono la loro solidarietà agli immigrati vittime delle politiche razziste portate avanti, indifferentemente, dai governi locali e nazionali di centrodestra e centrosinistra.
Nel Cie di Modena, un vero e proprio lager, sono stati recentemente deportati altri 50 giovani immigrati, che vengono trattati come animali. 5 immigrati, disperati, sono stati costretti ad atti di autolesionismo per dare voce alla loro protesta. Giovanardi, per il PdL, e il sindaco Pighi, per la giunta comunale di centrosinistra hanno stigmatizzato il fatto lamentando solo la possibilità che gli immigrati vengano rilasciati. Una vergogna! Esprimiamo anche piena solidarietà alle famiglie di immigrati che hanno occupato, con il sostegno del collettivo Prendocasa, le case dell’Acer (di proprietà del comune e sfitte da anni!) in via Fossa Monda. Esprimiamo analoga solidarietà anche agli immigrati che stanno occupando da settimane l’ex scuola di Marzaglia. Facciamo appello a tutti a dare una solidarietà attiva a queste famiglie (con bambini) sfrattate e senza casa. Segnalateci la disponibilità di mobilio (materassi, cucine, sanitari…) in modo da poter aiutare queste famiglie.