QUESTO IL DOCUMENTO CHE IERI UNA DELEGAZIONE DI PRECARI HA LASCIATO NEGLI UFFICI DEL CSA:

Pubblicato: marzo 19, 2010 in Uncategorized

IN DIFESA DELLA SCUOLA PUBBLICA GRATUITA DI MASSA

Premesso che
La scuola pubblica, gratuita, di massa è un diritto fondamentale e imprescindibile, poiché rappresenta la premessa essenziale per il consolidamento e lo sviluppo di una società civile e democratica e che quindi, se viene mortificato, non sarà più in grado di assolvere alla sua essenziale funzione, quella cioè di essere strumento di uguaglianza e di soddisfazione di un bisogno sociale. Per questo l’attacco alla scuola pubblica rappresenta un grave passo per una deriva autoritaria.
Tagliare finanziamenti alla scuola pubblica intensificando, invece, quelli alla scuola privata significa costituire una scuola classista, che discrimina i figli dei lavoratori.

Considerato che
Non esiste alcun progetto autentico di riforma, ma solo provvedimenti esecutivi dell’unica, vera fonte di ispirazione, citata nell’intestazione dei Regolamenti: l’articolo 64 della legge 6 agosto 2008, n. 133. Tale articolo, intitolato Contenimento della spesa per il pubblico impiego, prevede: il taglio dei finanziamenti alla scuola pubblica per un totale di 7 miliardi e 832 milioni di euro nel quadriennio 2009/12; un pericoloso aumento del numero di alunni per classe; pesanti tagli agli organici dei docenti e del personale ATA (130000); il ridimensionamento, la chiusura e l’accorpamento degli istituti scolastici; tagli e accorpamenti delle classi di concorso; la riduzione dei piani di studio e dei quadri orari, delle ore di laboratorio, delle compresenze.
La legge, prevede, inoltre, già dal 2010/11, che le seconde, terze e quarte classi degli Istituti Tecnici subiranno una riduzione da 36 a 32 ore e quindi un taglio delle discipline, con la conseguente violazione della scelta del POF e dell’orario che studenti e genitori hanno adottato al momento dell’iscrizione in prima.

Considerato inoltre che
Il metodo utilizzato dal governo è fortemente discutibile, non solo non vi è stato alcun confronto con le parti sociali e con gli esperti della scuola, ma addirittura le bozze dei Regolamenti delle scuole secondarie sono state pubblicate troppo tardi, il 23 febbraio 2010, solo tre giorni prima della data di inizio delle iscrizioni.
I Regolamenti non sono ancora ufficialmente in vigore, perché non ancora pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale, cosa che avverrà paradossalmente in prossimità o addirittura dopo la scadenza delle iscrizioni, prevista per il 26 marzo e già rinviata due volte.
La grave norma che consente di adempiere all’obbligo scolastico attraverso contratti di apprendistato, non solo ci allontana dalle recenti tendenze europee che vogliono innalzare l’obbligo a 18 anni, ma ci porta indietro di secoli, verso una società classista.
Il licenziamento di 130000 lavoratori precari, inseriti a pieno titolo nelle graduatorie, che per anni hanno fatto funzionare la scuola pubblica creerà la dispersione di un importante patrimonio di esperienze e conoscenze.
Il coordinamento precari delle scuole di Modena chiede:

1. Il ritiro immediato dei tagli
2. Il ritiro della L. 133/08
3. L’assunzione a tempo indeterminato di tutti i precari
4. Una politica di investimenti per la qualificazione della scuola pubblica
5. La riduzione del numero degli alunni per classe
6. L’aumento delle cattedre di sostegno
7. Finanziamenti per la messa in sicurezza e la manutenzione delle strutture edilizia delle scuole
8. L’aumento dei finanziamenti per il funzionamento della Scuola pubblica, per il pagamento dello stipendio ai supplenti, per il pagamento degli incarichi legati al FIS.

Chiede inoltre al Dirigente Scolastico Provinciale di Modena di sostenere la costruzione di un tavolo di confronto permanente con i rappresentanti dei coordinamenti precari, dei genitori, degli studenti in cui essere informati sulla situazione degli organici e dei tagli previsti per la scuola.

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